Un tranquillo weekend di paura.

Una mattina come le altre, mi vesto, stringo le protezioni, regolo i lacci degli stivali mi avvicino alla moto appena scaricata dal furgone, anche lei è assopita, tiro l’aria, apro 2 volte il gas, tiro la frizione e premo il bottoncino magico, lei si sveglia, tum tum tum quel battere potente del 450 è sempre una forte sensazione.
Mi guardo attorno, guardo le punte delle montagne baciate dal sole del primo mattino che presto solcherò, prendo il casco e come un rito lo indosso facendo scorrere i capelli indietro, cerco la fibbia e la faccio passare tra le 2 anelle, do un’ultima pulita agli occhiali, oggi è umido, molto probabilmente si appanneranno, quindi metto della carta pulita nel marsupio,  spesso tra i boschi può servire anche ad altro.

Arrivano gli altri e in carovana partiamo, non so la meta di oggi è Davide che fa strada, l’ho conosciuto ad un motorally e da subito ho capito che è uno di quelli con gli attributi, uno di quelli che parlano poco che non hanno bisogno di dimostrare nulla, ma sulla moto ci sanno andare.
Sento che devo ancora scaldarmi, la pioggia nella notte ha reso tutto molto viscido ed io sono ancora pietrificato, non sono ancora tutt’uno con la CRF che è già pronta, tum tum tum, lei spinge eccome se spinge, ma è ancora troppo presto io “sono ancora a letto”, non la sento, non sento in terra.
Ci infiliamo nelle niagara, un corso d’acqua da fare in salita, molto tecnico e uno scenario fantastico, sembra di essere in un film, con liane e cascate d’acqua che scendono dai fianchi e spesso faccio fatica a concentrarmi sul percorso perché vorrei guardarmi attorno, avanzo con giudizio, la moto va da tutte le parti, ma comincio a domarla, prendo velocità e uno per uno passo tutti i gradoni in salita.

Una mattina come le altre se non fosse che ho lo stomaco pieno di farfalle, una mattina come le altre se non fosse per la vacanza all’Isola d’Elba che mi aspetta insieme alla mia amata e tutto questo mi rende vulnerabile, sono ubriaco, ancora sento sulla pelle il suo profumo e tutto ciò mi fa impazzire, penso ai tramonti che passerò con lei in riva al mare, penso ai momenti sereni e di completo relax che ci avvolgeranno fra qualche giorno, penso che non mi devo fare male, ma cavolo qui ci devo dare del gas! Scalo una marcia, pizzico la frizione e riprendo trazione, baam e un altro gradone delle niagara fatto, arriviamo in cima.

Ora la moto la sento, comincia a fare parte di me, le sue tacchette sono i miei polpastrelli, sono caldo e mi muovo con lei, la sento scorrere tra i sentieri, la sento mordere le asperità, la sento urlare a gas spalancato e urlo anch’io preso dall’adrenalina, che bella sensazione, raggiungo quel ritmo che diventa tutto più facile e il galleggiare sulle rocce è fantastico, piccoli movimenti decisi mi permettono di far volare questa bestia dove voglio e lei mi segue, fa quello che voglio. Un equilibrio fantastico è quello che sto provando, al limite della gravità, vedo scorrere il bosco, vedo tutto mosso perché solo dove devo mettere le ruote è perfettamente nitido e lo vedo avanti, vedo in anticipo i movimenti che sto già facendo per raggiungere l’obbiettivo; un attimo, sto andando troppo forte, non voglio farmi male, Elisa è a casa che mi aspetta, rallento e diventa tutto più difficile, la moto saltella, rimbalza, letteralmente scalcia, non la sento più e diventa tutto più faticoso, comincio ad affaticarmi.

Ci fermiamo per la pausa di rito, si appoggia la moto all’albero e cominciamo a parlare dei percorsi appena fatti, c’è quello che ancora sta imprecando per quanto ha spinto, quello che ancora deve arrivare disperso nel nulla e guardo Davide, tranquillo senza nemmeno un segno di affaticamento, sembra appena partito e mi chiede come andiamo, io soddisfatto del giro, sono posti che conosco, ma era da veramente tanto tempo che non li facevo e non sarei riuscito a trovarli se non mi fossi aggregato a loro. Quindi decidiamo cosa fare, il disperso ormai ha preso la via dell’asfalto e si è fatto tardi, decidiamo di fare dello scorrevole, percorsi più lineari, meno sconnessi e quindi si riparte.

Ho conosciuto Elisa 40 giorni fa, un angelo, la prima sera seduti su un prato sorseggiando del montenegro, non credevo di riprovare sensazioni come quelle che si provano a sedici anni, o al primo bacio. Una statua, un corpo fantastico e di una sensibilità impressionante, bello innamorarsi, bello lasciarsi andare a queste sensazioni, fa tutto paura, ma dico chissenefrega mi lascio andare, nel giro di pochi giorni ci ritroviamo inseparabili, sempre insieme come in una classica storia d’amore, ricomincio a vedere i colori, ricomincio a sentire i profumi, ricomincio a sentire la vita.

Prendiamo l’asfalto e immediatamente imbocchiamo, tra la vegetazione fitta e ancora bagnata dalla pioggia, un sentiero in salita chiamato la saponetta e quando in terra c’è “del sapone”, con radici e pietra viscida i primi riescono a salire, gli altri piangono; sono il secondo e prendo velocità, il sentiero l’ho fatto un paio di volte, ma con l’asciutto, ora è tutto più cazzuto, la moto non sta dritta, so dove mettere le ruote e ricordo che poco più avanti c’è una S con canale centrale scavato dall’acqua che per passarlo bisogna galleggiare, ci sto pensando troppo e sto per raggiungere quella curva, faccio sponda, ho il canale a sinistra, comprimo gli ammortizzatori, aspetto l’estensione, riaddrizzo la moto, sono troppo lento, la moto non si solleva come vorrei, do più gas del dovuto, tum tum tum il 450 urla, la moto decolla, sono quasi fermo, la lascio andare ed io continuo la mia corsa verso un albero che frenerà la mia caduta, ma questa volta c’è qualcosa che non va, questa volta i miei occhi fissano quel tronco spezzato, lo vedo sparire contro il mio petto e sento un bruttissimo rumore di ossa rotte, sento le mie costole spezzarsi e mentre dico NO, NO, NO cado indietro sdraiato sulle foglie, guardo in alto, vedo le cime degli alberi e mi ripeto NO, NO, NO, ma la mia voce viene attenuata, non riesco a respirare, sento la gola riempirsi di sangue, mi slaccio immediatamente il casco ormai in apnea, mi giro e sputo, comincio ad aver paura, tossisco e continuo a sputare sangue, non riesco a respirare, sento il polmone sinistro pieno di liquido e non riesco a muovere il torace, mi accorgo che sono entrato in panico, mi accorgo che nei miei polmoni non c’è più ossigeno ma sangue e comincio a vedere nero, cerco di fare entrare aria, ma avverto solo gorgogliare non ci riesco e quindi respiro di diaframma, butto tutta la pancia fuori e poi la ricomprimo ed ecco che ho quel briciolo di forza per urlare chiamate un’ambulanza, continuo a sputare e tossire sangue e sento i tessuti del mio petto che ad ogni colpo di tosse si sollevano gonfiandosi d’aria, strappandosi e lacerandosi, sono disperato, non so cosa cavolo mi sta accadendo, sento l’aria girare dietro il muscolo pettorale, ho paura e continuo a vedere tutto nero, penso ad Elisa, penso a i miei cari, penso per la prima volta alla vita, vedo nero, ma non mollo, non voglio mollare, continuo a distendere il diaframma, l’unico modo per respirare, respiri lenti e profondi, il nero va via, la paura svanisce, riprendo le forze e urlo di nuovo chiamate un’ambulanza, questa volta la mia voce è più decisa, più forte e mi sento meglio.

Riesco ad alzarmi, respiro, sento l’aria, mi rendo conto di quante cose diamo per scontate, come un semplice respiro, arrivano gli altri che mi sorreggono, sento Mala che con voce calma mi dice di stare tranquillo e pensare a respirare, mi aiutano a raggiungere l’asfalto, piccoli passi, so che dovrei stare fermo, ma non c’è alternativa, sono su un percorso impervio, un casino portarmi giù in barella, mi siedo e sento le sirene tra le valli avvicinarsi sempre di più, vedo Davide fare segno all’ambulanza, il dolore aumenta, ma sono tranquillo, respiro.

Sono qui, in ospedale che scrivo di questa avventura, penso a quello che è successo, penso a cosa sarebbe accaduto se avessi perso conoscenza, tutto ciò ora mi fa rabbrividire, Elisa è qui con me che mi accarezza e non mi molla un attimo facendomi giurare che tornerò a casa con lei…certo che ci tornerò, l’Isola d’Elba ci aspetta.

 

Racconto scritto il 29/08/13
Ospedale Maggiore Bologna 


Commenti
Sono stati scritti 8 commenti sin'ora »
  1. avatarAndrea Cotti - 6 dicembre 2013
    • Davide SparapanDai bestiaccia….che torni nuovo!!!

    • Giacomo Bibicommovente…auguri di pronta guarigione!

    • Tiziana GruossoUn abbraccio Miky

    • Michela MasottiTieni botta miky!!!

    • Monica Fornaciaricavolo Michi, leggere questo tuo scritto, che emozione e poi che ansia, e che sospiro di sollievo …veramente intenso….ti rimetterai presto… un abbraccione. Saluta Elisa.

    • Daniele Cinti…..vieni duro Skuomno……però adesso mi devi dire chi ci metto all’esterno centro.

    • Andrea MasiniBella storia. Si legge tutto l’amore. Per la tua donna e … per la moto. il motorsport è così, coinvolgente come un vero amore. Forse perchè non è uno sport che fai col solo ausilio del tuo corpo, dei tuoi muscoli e della tua mente. Lì c’è di mezzo quel “zavaglio” meccanico col quale inizi ad avere un rapporto… a volte conflittuale, a volte lo maledici, talvolta non riesci a capirlo e ci litighi, ma in fondo…sempre lo ami. Prima o poi arriva il momento di smettere. Ma… te lo dirà il cuore. Non il cervello.

    • Michele ForniEi poeta manca l’immagine esilerante della smotorata in faccia al giando!!!

    • Roberto Musi  Stronzo, mi hai fatto commuovere!

    • Leea MinimimiChe ansia porco cazzo! che ansia!

    • Marco Barbierioh ho il pc da giustare… mca farmi delle pugnette!!! tieni botta uomo!!! BUONA VITA

    • Sermasi Pier PaoloBRIVIDI !!! Grande SKUOMNO

    • Fiocchi NicolaUn piccolo scatto dell’espressione dell’albero subito dopo l’incidente.

      foto di Fiocchi Nicola.

    • Leea MinimimiAHAHAHHAHAHAHAAHAHAHHAAHAAH

    • Yari Deserti“…mi rendo conto di quante cose diamo per scontate…” quante volte me lo sono detto… tieni botta roccia

    • avatarAndrea Cotti - 6 dicembre 2013

       

      • Fabi PaltrinieriMa la moto??? Si e’ rovinata? Dai che scherzo, solo che sai, c’e’ sicuramente qualche motociclista che se lo chiede..x me sei stato molto bravo a resistere!! e a raccontarlo. A prestooooo

      • Chiara GovoniMi hai fatto emozionare…..dai Michi, adesso é tutta discesa ti aspettiamo a casa!!!!!!

      • Chiara GovoniPs. Non conoscevo queste tue doti letterarie !!!!

      • Stefania Bergami che bello Miky… Ormai il peggio è passato! Goditi tutto quello che viene!! Un abbrccio!!!

      • Miriam Vaccarimamma mia miki mi è venuta la pelle d’oca …

      • Fragolo FragolaTieni botta Michele Cotti in bocca al lupo x una guarigione veloce. Gran bel racconto molto attraente e appassionante

      • Michela SartiNon leggo mai non mi piace!!!! In questo caso ho letto tutto attentamente………. Mi hai fatto emozionare ho la pelle d’oca ovunque!!!!! Un bacione a presto!!!!!! Eeeee evviva l’amor

      • Roberto MusiMi sono ripreso.
        Un consiglio: pubblica il numero telefonico di Elisa, così, metti il caso che hai delle complicazioni e muori, ci saranno tanti motociclisti che la chiameranno per consolarla!
        p.s. ti hanno fatto la foto mentre rantolavi?

      • Giovanni Maria MantegazzaNo comment, solidarietà.

      • Daniele BartoliLacrimuccia………Ti manda un abbraccio la mia piccola Martina che ha detto che la prossima moto che cavalcherai e al massimo il suo quad a 12V se no il papà ti pista lol!!!!Scherzo…TVB e ti sono vicino .

      • Fausto Cotti  E bravo pristionno, non conoscevo questa vena letteraria narrativa, mi hai fatto venire su tutto il mio passato scrossagliante…

      • Simone SignoreNel leggere mi sono immedesinato mi sembrava fosse capitato a me …. occhi lucidi ma adesso un po di pazienza e tutto sarà come prima

      • Vainer GH BorsariSi sente nelle tue parole l’amore e il rispetto che provi verso questa disciplina e verso chi ti fa stare bene come Elisa!! in bocca al lupo..ti aspetto più in forma di prima che magari ci facciamo pure sto benedetto giro!! Ciao roccia!!

      • Michele CottiA te mone è successo di peggio, a confronto è un piccolo graffio il mio.

      • Simone SignorePerò è vero che diamo per scontato tante cose e ci rendiamo conto solo quando ce la vediamo brutta

      • avatarAndrea Cotti - 6 dicembre 2013

         

        • Fragolo FragolaL’importante che adesso stai meglio Michele Cotti cmq davvero come dice Beppe mi sonno proprio immedesimato


        • Ilaria BussolariDa lassù hai qualcuno che ti protegge, lo sai…

        • Roberta SparapanMichele Cotti quello che hai scritto fa capire di te quanto sei sensibile! ora ci vuole una gran pazienza ….. ti ricordi quanti brutti pensieri avevi e ora invece hai ritrovato il sole vicino a te e questo sole si chiama Elisa….. dai riprenditi che l’Isola del’Elba e’ bellissima !!!!!!

        • Roberta Sparapanp.s. tvb ! ciao

        • Paolo CalzatiDai forza!!! grande cotti!!!

        • Enrico Stealth GassDi solito non mi piace abbracciare gli uomini perchè io sono un duro:-D ma quando torni a casa una bella abbracciatona ti tocca!! in bocca al lupo!!!

        • Zeit GeistSplendida testimonianza Miki, l’Elba vi aspetta e allora sì che saranno solo belle cose…

        • Michele ForniUn abbraccio busone !

        • Sara Freedom Gioia  Bravo miki, e dire che a scuola eri un asino! Guarda invece che bel racconto!
          Dai che ti riprendi roccia!

        • Michele Cotti  Sara a scuola ero asino perchè chi insegnava era asino, mi é bastato studiare con le persone giuste e per giusti motivi.

        • Sara Freedom Gioia  Forse hai ragione, io invece non ho trovato le persone giuste

        • Nick Decimabella cotti, gran racconto, complimenti!! Forza che torni nuovo, anzi più splendente

        • Mirko TorriCaro Michele, ho scoperto che dietro quell’alone da uomo apparentemente duro e cazzuto c’è un cuore immenso …..ma lo avevo intuito da tempo, non avevo dubbi ugualmente…..chi prende la vita come la prendi tu non può che essere una grande persona, sono fiero di essere un tuo amico…

        • Silvia ZanariniMiky hai scritto una meravigliosa dichiarazione d amore alla tua moto da pelle d oca ma anche alla tua meravigliosa compagna sei fantastico ma gia si sapeva

        • avatarAndrea Cotti - 6 dicembre 2013

           

          • Zeit GeistMmaaaa senti Miki, lì come sei messo a crocerossine? Tutto bene? Servizio completo e garantito? Comunque, te ne mando una ben attrezzata, preparata e con tutti gli argomenti a posto…

            foto di Zeit Geist.

          • Michele Cottinon avevo dubbi Gabri che sapevi compensare al meglio qualsiasi mancanza…
          • Michele CottiGrazie a tutti per i commenti e le belle cose che mi avete scritto, felice di essere riuscito a trasmettere le mie sensazioni, quelle di un motociclista, ma soprattutto sensazioni che proviamo tutti! BELLAAAAAAAAAAAAAA

          • Zeit Geist“Che son sempre belle coseee”!!!

          • Moris LibanoriBravo Michi, tanti auguroni e un abbraccio! Anch’io una volta ho vissuto qualcosa di simile, anche lei era una 450 cattiva cattiva, che mi stava per fare male.. quella volta ero da solo, ma una mano invisibile e fino ad allora sconosciuta me l’ha tolta di dosso. Passata la paura ho pensato, e penso ancora di tanto in tanto, quanto sia bello amare, cominciando da sè stessi.. Grande Mik

          • Alessandro MengoliTieni duro che tu sei un “grosso” di quelli seri….mica pugnette! forza coraggio e tanta pazienza

          • Danilo ForniGrande miki.!!!!

          • Claudia MalagutiBoia boia boia, han preso tutti un gran scagazzo però ne è uscito un racconto da pelle d’oca.
            All’Elba senza moto spero… per Elisa.

          • Cinzia Lugligrande miki!!

          • Stefano ZavagliniDai Mikiiii!!! Un abbraccio

          • Romina Sababellissimo il tuo racconto miky, veramente emozionante, un abbraccio alla tua compagna che so bene cosa deve aver provato quando le e’ squillato il telefono quel giorno, x noi che vi aspettiamo a casa e’ dura anche se non ve lo facciamo vedere, pero’ vedervi cosi felici quando tornate stanchi morti, un po’ ammaccati ma tutti interi, ci ripaga di tutto, almeno io parlo x me, quando torna il tati gli ride anche il culo oltre che gli okki, e’ bellissimo! di nuovo in bocca al lupo miky!

          • Michele Wichele MagoniProfessione Pericolo, guarisci per bene, ché t’urgi sano! Imbocca l’upo!!!

          • Davide ZanoniBravo Miki, complimenti.
            Oggi, per non farci mancare nulla abbiamo fatto un’enduratina appena appena, 180 km, così…e ti ho pensato parecchio, a come i casi della vita a volte ci mettono alla prova, ma sono convinto che ne uscirai alla grande, e ti porterò a fare il giro di oggi.
            Un abbraccio

          • Robby SpinelliBellissimo racconto…da pelle d’oca…sei Grande …Daiii che passa in fretta…in bocca al lupo!
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        • avatarAndrea Cotti - 6 dicembre 2013

           

          • Massimiliano CocchettiCiao Michele, non lo sapevo, buona guarigione !! Ancora devo riprendermi dall’ ultima gara di San Severino, e a dire le verità ho paura di montare in moto. E dopo questo racconto ne ho ancora di più. So cosa vuol dire “osservare un ostacolo davanti a te e sai bene che farà parte del tuo corpo”.

          • Claudio Dal FiumeBuon decorso Michele, e complimenti e grazie per il bel racconto …

          • Federica ZanettiVeramente bello!!!
            In bocca al lupo!!!

          • Barbara Minardiil tema è degno di essere presentato alla Fantini … un bel 10 non te lo leva nessuno! ma per la disavventura….. miiiiiiiiiiiiiiiii Michele che botta…. anche un bel IN BOCCA AL LUPO non te lo leva nessuno! auguroni e congratulazioni per la bellissima notizia.. di Elisa ovviamente!

          • Michele Cotti Ecco è arrivata il mio peggior incubo, la mia compagna di classe…. Sai che non faccio mai la brutta copia…

          • Marco FerriIn bocca al lupo!!!!

          • Mirco Bastiada pelle d’oca Miki..

            foto di Mirco Bastia.

          • ZioFiffosan BergaminiTieni duro!!!! L’erba “cattiva” non muore mai!!! Un Abbraccio leggero leggero non voglio farti male… FF

          • Valter Pederzoliti racconto una storia vera e breve. nel 99 in inverno io tuo padre, cesira e muratori siamo andati a farci un giro sulle colline. naturalmente era inverno e faceva un freddo porco ma direi anche suino, insomma alla fine di un prato in salita c’era ghiaccio, io mi sono ritrovato steso con la moto sopra.per fortuna tutto bene anche se ho picchiato pesante. MA il vecchio muratori mi disse: ti ricordi a 20 anni quando cadevi? eri come una pallina, rimbalzavi. oggi mi sei sembrato più un crafen. ricorda, tu non sei più una pallina e non sei ancora un crafen. la pelle è tua gestiscila al meglio, AUGURI

          • Mattia MazzacoriIn bocca al lupo miche

          • Silvia ZioniIn bocca al lupo Miki!!!

          • Michele CottiFinalmente a casa, ora qualche giorno di riposo poi dinuovo al lavoro! Grazie ancora a tutti ci si becca in quel di Sangio o in giro per la rete!

          • Lucia BocchiMichele leggo solo ora…cavolo!!!! mi sono venute le lacrime…che gioia nel lieto fine…ti abbracciamo forte sia io che Max Cesari

          • Filippo Signoresperiamo che la moto per un po’ la guardi solo…non fare il Simo…tu sai ciao in bocca al lupo

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        • avatarAndrea Cotti - 6 dicembre 2013
          Ho visto la luce.

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        • avatarAndrea Cotti - 6 dicembre 2013

          Fabio Roveri   Bel pezzo. Mi fa ricordare quando andavo in moto. Spavaldo e senza pensieri, poi, quando scendevo… il cane schivato, il furgone in manovra, l’olio sulla curva, la donna che non aveva dato la precedenza… mi incominciavano a tremare le ginocchia.

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        • avatarAndrea Cotti - 7 dicembre 2013

           

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