Il mondo com’e’ ci va bene?

Domani sera giovedi 19 ore 20,45 via S.Sigismondo 7 Bologna in Aula Magna S.Sigismondo:

IL MONDO COM’E’ CI VA BENE?

Interverrà Francesco Gesualdi, chiamato Francuccio da Don Milani nella Scuola di Barbiana.

E’ un’ occasione imperdibile per dialogare con Francesco, vero pioniere in Italia della riflessione critica sulle ingiustizie del sistema economico e del modello produttivo attuali.
Tra le sue realizzazioni più importanti, il Centro Nuovo Modello di Sviluppo di Vecchiano, dove anima l’attività giornalistica ed editoriale sui temi a lui cari, e la guida al consumo critico, il riferimento basilare per chiunque voglia approfondire la storia (spesso piena di tristi retroscena) dei prodotti che compriamo tutti i giorni nei supermercati.

PARTENZA DA S. GIOVANNI IN PERSICETO DAVANTI ALLA GELATERIA LA ROCCA ORE 19,15 CON NAVETTA GRATUITA Destinazione VILLAGGIO DI BORGO PANIGALE DOVE ASSIEME AD ALTRE PERSONE PRENDEREMO L’AUTOBUS

PER INFO PIETRO 3482288149

  1. Ottima iniziativa e interessante l’argomento, ma domani ho impegni, se potrai raccogliere materiale e idee discutibili nel Blog, fallo che ci confrontiamo.

    Stasera alle ore 18,30 invece, io vado in Comune ad assistere alla presentazione e al varo del nuovo organismo sovracomunale “Terred’acqua”, sarà utile?

    Ai posteri l’ardua sentenza … :roll:  

  2. Cari persicetani che ieri non siete riusciti a venire a Bologna, vi aggiorno e vi chiedo di commentare sempre, se interessati, queste ipotesi e riflessioni.
    Parto subito dal punto che se vogliamo metterci fino in fondo in discussione, bisogna farlo con la consapevolezza e la conoscenza, la contestazione è sacrosanta, ma visto le vicissitudini siciliane, io penso che chi appoggia formalmente una qualsiasi rivolta, deve in ogni modo farsi carico di : quali saranno gli sviluppi, (dove fermarsi), e quali movimenti appoggiano la protesta, per non trovarsi con un problema più atroce dopo. “LA MEMORIA”, come diceva il nostro  Maggiore A. Galante Garrone  “IN TUTTI UNA PASSIONE DI LIBERTA’ ILLUMINATA DALLA RAGIONE”.

    Dopo la serata di ieri vi assicuro che mi costa fatica premettere sempre ,la ragione , il rispetto, la consapevolezza, davanti alle scelte scellerate dei governi, invece di imbracciare forconi e rivoltare le regioni. Ma penso che la rivolta di un paese democratico (come cultura, si intende..) come il nostro, debba seguire altri percorsi.

    Francesco Gesualdi, alunno della scuola di Barbiana di don Milani ha fatto una breve ma intensa carrellata sui problemi che incatenano l’Italia e l’intero globo.
    Chiaramente elencherò ciò che ricordo e ciò che brevemente ho trascritto; in fondo sono un cittadino Liberalincazzato come voi, mica un giornalista.
     
    Punto 1. Priorità  del profitto sull’ambiente: in questo titolo, ognuno ci può vedere all’interno ciò che vuole, compreso le abberranti biomasse, che Francesco ieri non nominava per rispetto agli affamati del Darfur.
    Quindi lo sfruttamento dei terreni non in quanto bene prioritario da salvaguardare, quindi in una logica di rivalutazione antropologica, ma come forma speculativa per diffondere false ricchezze immediate, da delocalizzare in futuro.

    Punto 2. Perchè lo Stato, interviene, ed è chiamato ad intervenire, solo quando lo sfascio è ormai incontrollabile?
                 Dov’è scritto che lo Stato deve comportarsi così, aggiungo io, quale è stato lo sbaglio direzionale delle passate liberalizzazioni? E aggiungo, il misto pubblico/privato, non ci da’ ad oggi risultati chiari per non farci più ingannare?  

    Ps. Vado a bere un bicchiere d’acqua misto Refosco, gli altri punti dopo 

  3. Punto 3. L’affare delle multinazionali,sicuramente ancor prima dell’Esplosione Finanziaria; (si perchè loro sono molto furbi)
    Da qui, la velocità nell’acqisire  clienti, diminuendo i prezzi , Conquistando il territorio, per asciugare qualsiasi fonte di reddito.
    A fronte di cosa?
    Semplice; spolpare il territorio, modificando e violentando mentalmente intere comunità, ma non per sempre, intendiamoci, il gioco ha un termine.
    Quando finisce? Semplice, finisce quando la comunità comincia a essere unita e solidale.
    Finisce quando i ragazzi della fabbrica si organizzano per assicurarsi la semplice “dignità di riprocreare”
    Ed è a questo punto che i capitali prendono il volo, le fabbriche chiudono per aprire in Romania, per continuare ad illudere dei poveri cristi come mè.

    Allora mi domando: del perchè in questi luoghi di dibattito non ci siano in mezzo a noi, assessori, sindaci,amici di assessori, volontari di amici di sindaci, (CAZZO).
    Semplice, non ci sono perchè non hanno sentito un noto professore che sul blog della Treccani, spiegava che fino al ‘800 eravamo 600 milioni di persone, ad oggi quindi, solo 2 secoli dopo, siamo 7,5 miliardi di Persone.

    Ciò vuole dire che Dobbiamo per forza rivedere tutti i nostri piani di sviluppo, ma obbligatoriamente partendo dalla SOLIDARIETA’!

    Un abbraccio a tutti , i punti eranano ancora tanti, ma per iniziare …… 

  4. ” … vi assicuro che mi costa fatica premettere sempre, la ragione, il rispetto, la consapevolezza, davanti alle scelte scellerate dei governi, invece di imbracciare forconi e rivoltare le regioni. Ma penso che la rivolta di un paese democratico (come cultura, si intende..) come il nostro, debba seguire altri percorsi. “

    Mi sembra condivisibile che la rivolta, in un paese democratico come il nostro, debba seguire altri percorsi. Ma non perchè siamo buoni-buonisti, democratici e ligi alle leggi. (Magari anche). Ma perchè non c’è altra scelta.  Nel ’43 a mio padre, appena tornato (sopravvissuto) dalla Russia, dissero che doveva arruolarsi nella RSI, pena la fucilazione. E scelse la resistenza. Oggi queste condizioni non esistono e nessuno ci minaccia di fucilazione. Viviamo tutto sommato una pseudo democrazia vivibile, dove ci è lasciata l’impressione di poter essere liberi. Scegliere, contestare e votare.  Quindi, se invece nel contestare si arriva ad infrangere la legge, giustamente ci sbattono in galera, in quanto siamo noi stessi in quel momento ad infrangere con le leggi la base della convivenza democratica.

    Possiamo sfogarci casomai, se proprio siamo molto incazzati, ma gli sfoghi non portano a nulla di concreto e spendibile.

    Immaginiamolo un bello sfogo “rivoltante”; 300 mila persone-forconi incazzatissimi in tutte le piazze italiane Sicilia style, mezzi di trasporto bloccati, sciopero generale autoproclamato. Auto-occupazione delle TV da parte del personale interno con lettura di proclami “rivoltanti” al grido di “nè sinistra nè destra!“. Picchetti al Parlamento con blocco delle entrate e uova marce a vista ai Parlamentari. Forze dell’ordine che solidarizzano e non ointervengono, disubbidendo agli ordini precisi dei superiori di manganellaggio selvaggio.

    Poi?

    Senza nemmeno arrivare all’assalto alle banche, gioiellerie, supermercati ecc. di bande di teppisti allargati a tutte le fasce di cittadini, che partirebbero in zero attimi come sempre accade in situazioni appena simili, come la immaginiamo la formazione di un governo alternativo? Chi ci mandiamo a legiferare, i forconi di base? Magari i loro rappresentanti autonominati – autoeletti tipo Scilipoti-Forza Nuova?

    Quindi, battersi, suggerire o anche solo tollerare tutto questo non è solo ingenuo e irresponsabile, ma è semplicemente una porcata pazzesca. Da gente mentalmente frustrata, o di gente che ci marcia, come Morsello.  La Resistenza era ben organizzata, con personaggi di alto livello nel Comitato di Liberazione Nazionale, gente che poi ha scritto la Costituzione e che ha saputo crearlo uno Stato alternativo. 

    Lo sfogo.

    Abbiamo tanta gente incazzata certo, vent’anni di berlusconismo ci hanno tolto tutto, persino la dignità, ma poi quando si è in tanti ad anelare allo sfogo, ecco che sbucano i manipolatori di popolo, quasi sempre responsabili essi stessi dello sfacelo, che strumentalizzano l’orda protestante indirizzandola ai loro interessi. E fine della protesta.

    Fine della protesta e tutti a casa, come avverrà in Sicilia, perchè un minimo di democrazia e un pezzo di pane c’è pur sempre, e perchè nel frattempo i sobillatori hanno trovato l’accordo e dunque spiegano alle masse forconate “rivoltanti” che tutto è a posto, cessino i blocchi e si torni a casa, che “abbiamo vinto”.  Si ciao.

    ” …spolpare il territorio, modificando e violentando mentalmente intere comunità, ma non per sempre, intendiamoci, il gioco ha un termine.
    Quando finisce? Semplice, finisce quando la comunità comincia a essere unita e solidale.”

    Vero. Per poterlo essere, unita e solidale, deve prima comprendere. Per farlo deve essere informata, e in modo corretto ed adeguato. E senza esaltati forcaioli ad urlare alla rivolta, alla morte e al genocidio dove non c’è, che poi la gente se ne accorge.  Come nel caso delle biomasse, non siamo ancora riusciti a concretizzare nulla perchè la stragrande maggioranza della popolazione le vede come energia rinnovabile pulita e noi come semiuntori che protestano comunque, ai quali non va mai bene nulla.

    ” Allora mi domando: del perchè in questi luoghi di dibattito non ci siano in mezzo a noi, assessori, sindaci, amici di assessori, volontari di amici di sindaci, (CAZZO). “

    Perchè siamo sfortunati, che in altri Comuni sindaci ed Assessori sono passati dalla parte dei cittadini.

    Da noi no. Da noi insistono a sostenere gli interessi delle aziende coinvolte, fottendosene dei cittadini e sopravvivono a queste nefandezze (come diciamo qui) grazie alla retorica casereccia del noi siamo bravi, seguiamo l’Europa e gli altri … non esistono. Non hanno voce.

    non avevamo voce,  che ora con Persiceto Caffè l’abbiamo eccome (e non solo per le biomasse), e quelli non ci dormono più la notte.  :mrgreen:

  5. Ciao Andrea e grazie della tue (analisi scansionate), che creano dibattito e chiaramente gratificano.
    Quindi copio: dici “perchè siamo sfortunati..”, si! per un buon progetto, si deve partire dallo stato di fatto, ammettere la propria situazione, quindi solo adesso capisco del perchè il nostro sindaco Mazzuca, nelle varie riunioni informative a Bologna viene chiamato “IL VISCIDO”.
    Ma quello che mi rende veramente triste, sono gli assessori, i quali con un bagaglio di istruzione politico costituzionale, si accontentano di CODESTA MISERIA.

  6. DEDICA PER LA GIUNTA COMUNALE:
    Adolfo Omodeo classe 1889-1946 storico e maestro di vita.

    Ricordava alla classe politica che un dovere primeggiava su tutti: “vincere la stanchezza e l’amarezza se si vuole salvare l’Italia da nuove sventure”.
    E fieramente incitava i dubbiosi a ritrovare un orgoglioso senso di dignità, si tratta di trarre da noi un nuovo fiammeggiare di dignità morale e civile.
    Adolfo Omodeo credeva negli “ideali che operano nel mondo, che sono in noi, che sopravvivono”.
    Era una concezione laica della vita, la quale dice agli uomini “che attraverso l’opera loro una qualche rivelazione si compie, piccola quanto si voglia, ma che si riaccenderà nei figli o nei discepoli, si propagherà, forse anche senza che il singolo ne abbia coscienza, attraverso l’esempio, mediante il lavoro tenace, in un nuovo costume che consenta agli uomini se non la felicità un più vasto respiro”.
    Guartetevene BENE perchè questo è tutto ciò che rimarrà.