Il crimine delle bombe su Gaza

Le bombe su Gaza, sono un crimine contro l’umanità che grida vendetta. Sono il volto tumefatto dei bambini palestinesi uccisi dalle esplosioni, i corpi smembrati e fatti a pezzi dalla chirurgia delle esplosioni che dovrebbero colpire solo gli obiettivi strategici. Un bombardamento su insediamenti civili è l’atto più vile che l’umanità abbia mai perpretato. Mi domando quando il consesso internazionale definirà criminale questa pratica militare che non distingue, che spara nel mucchio e soprattutto mi domando quando qualcuno si deciderà ad obbligare Israele ad accettare che in Palestina possa costituirsi uno stato palestinese.

Il moderno Stato d’Israele sorse il 14 maggio 1948, alla scadenza del Mandato britannico della Palestina, quando venne dichiarata unilateralmente la nascita dello Stato di Israele, un giorno prima che l’ONU stessa, come previsto, ne sancisse la creazione, approvata con risoluzione dell’Assemblea generale. Quindi, ma questo lo sappiamo tutti lo Stato d’Israele è un’invenzione del mondo occidentale che crea in territorio palestinese una propria enclave nel cuore del mondo arabo.

Bisognava dare cittadinanza e territori al popolo ebraico dopo la shoah operata dai nazisti durante la seconda guerra mondiale, una specie di risarcimento per quello che il popolo di Giuda aveva sofferto e per i milioni di morti che aveva sopportato. Tutto questo è sacrosanto anche se l’operazione politica che se ne fece andava oltre il risarcimento materiale, ma fondava molto più in profondità l’idea che la costituzione di quello stato fosse utile alla sfera d’influenza che l’occidente ha sempre cercato d’imporre al mondo arabo. Ciò che accadde successivamente è da imputare all’idea malsana che il cosiddetto mondo progredito ha del resto del pianeta. Noi siamo noi e voi non siete un cazzo, come avrebbe detto il marchese del Grillo. Ma qui non si tratta di una commediola cinematografica, quella che osserviamo da ormai sessant’anni è una tragedia che ha fatto migliaia di morti e lacerato un mondo (quello arabo) che non trova una via d’uscita.

Il sostegno incondizionato ad Israele per convenienza politica ed economica fino a quando in quell’area ci saranno guerre i paesi occidentali potranno continuare indisturbati a produrre e a vendere armi agli uni e agli altri indistintamente, con l’oculata attenzione che i missili di Hamas continuino ad essere al confronto dei bombardieri israeliani delle sottospecie di flatulenze inconcludenti.
Mi domando come mai non si appoggino le posizioni più moderate (Al-Fath) di Mammūd Abbās dandogli strumenti e appoggi necessari affinché una politica di ricostruzione e di relazione con Israele sia possibile. Mi domando ancora quanto la politica internazionale possa ancora tollerare atti di guerra come quello in corso da parte di un governo (Israeliano) molto più attento alle elezioni imminenti che non alle vite martoriate dei civili palestinesi. Cresce anche il disincanto di uno come me, che il popolo israeliano ha sempre difeso, nel vedere di quanto dolore innocente, esattamente come quello che ha dovuto subire durante il nazismo, sta procurando al popolo palestinese.


Commenti
Sono stati scritti 5 commenti sin'ora »
  1. avatarAndrea Cotti - 20 novembre 2012

    Grazie Gilberto per averci ricordato con i tuoi precisi riscontri questo dramma.

    Uno dei massimi artefici di questo perdurante e devastante scempio è Benjamin Netanyahu; primo ministro di Israele dal 1996 al 1999; leader del partito conservatore Likud e principale esponente dell’ala nazionalista, è stato Ministro delle Finanze fino al 2005 e dal 2009 ad oggi ancora Primo Ministro, senza consenso popolare ma grazie all’accordo concluso con il capo dell’estrema destra Avigdor Lieberman.

    Netanyahu ha accompagnato la conquista dei nuovi territori manipolando la costruzione di massicci insediamenti “in emergenza”, carichi di finanziamenti statali e privi di ogni controllo per business miliardari, che gli hanno portato una lunga serie di scandali e inchieste di corruzione presto insabbiate.

    Una pace ed il riconoscimento della Palestina farebbe cessare tutto questo e finirebbe in breve tempo il suo attuale ampio potere.

    Gli altri massimi artefici del perdurante e devastante scempio sono nell’ordine Yasser Arafat e la sua Al-Fath, poi Hamas (“Movimento Islamico di Resistenza”) e la miriade di fazioni più o meno estremiste che, dalla morte di Arafat, lottano senza tregua tra loro per spartirsi il grasso e ricchissimo grisby dei finanziamenti da Iran, Paesi Arabi e amici vari, (anche l’Europa) destinati alle poverissime popolazioni palestinesi che soffrono, ma alle quali arriva ben poco. 
    Nel 2002 il patrimonio personale di Arafāt era stimato in 1,3 miliardi di dollari.
    Nel 2003 il Fondo Monetario Internazionale condusse un’inchiesta presso l’autorità palestinese da cui emerse che Arafāt aveva spostato 900 milioni di dollari di fondi pubblici su conti correnti bancari controllati direttamente da lui.
    Nel 2003 il ministro palestinese delle finanze, Salām Fayyād incaricò una società internazionale di revisione di analizzare la situazione dei fondi facenti capo all’Autorità Palestinese. Il team giunse alla conclusione che Arafāt disponeva di un patrimonio occultato di oltre 1 miliardo di dollari. Questo patrimonio era suddiviso in finanziamenti a un’azienda che imbottigliava la Coca Cola a Rāmallāh, una compagnia telefonica tunisina e capitali dislocati negli Stati Uniti d’America e nelle isole Cayman. Il team giunse alla conclusione che i fondi per le sue imprese commerciali erano pervenuti da fondi pubblici che Arafāt aveva stornato e posto sotto il suo controllo personale invece di utilizzarli in modo trasparente per la causa palestinese.
    Nell’ottobre del 2003 il governo francese ha aperto un’indagine contro Suhā Arafāt (moglie) per via di movimenti sospetti di valuta. L’accusa era di traffico illegale di valuta e, secondo gli inquirenti, con regolarità sarebbero stati trasferiti dalla Svizzera 1,27 milioni di dollari verso il conto personale di Suhā in Francia .
    Dopo la morte di Arafat (2004) il potere (e il controllo degli aiuti) viene preso dopo feroci scontri interni da Hamas, (elencata tra le organizzazioni terroristiche) il cui  Statuto  richiede la cancellazione dello Stato di Israele. Hamas controlla capillarmente la striscia di Gaza dove può contare su un numero sconosciuto di fedelissimi e su decine di migliaia di simpatizzanti e aiutanti pagati con i soldi degli aiuti, con i quali da vita a campi d’addestramento alla guerriglia. 

    Dovesse essere riconosciuta la Palestina e stipulata una pace, questi finanziamenti cesserebbero e con essi lo strapotere delle fazioni che oggi se ne appropriano.

    E così, ogni qualvolta una pallida occasione, il pur minimo tentativo di pace appare all’orizzonte, c’è sempre un missile pronto ad essere lanciato per fermarla. Da ambo le parti. Da 60 anni.  :roll:

    Lascia un Commento
  2. avatarGabriele Tesini - 20 novembre 2012

    Io non mi intendo molto di guerre e lotte intestine tra stati e non stati, ma se le guerre sono tutte brutte e da condannare, questa mi pare proprio la peggiore.

    In tanti “pare” che ci provino a mettere d’accordo Palestinesi e Israeliani, ma alla fine sempre un nulla di fatto e continuano a bombardarsi uccidendo donne e bambini, unici veri innocenti sacrificati dalla demenza e dificenza umana… 👿   

    Lascia un Commento
  3. avatarPaolo Grandi - 21 novembre 2012

    Lucidissimo l’articolo di Gilberto  , tragicamente vero quanto ricordato da  Andrea ,sì Gabriele questa è davvero una delle guerre  piu’ brutte perchè a  mio avviso contiene più di altre i semi   che in genere le causano
    La comprensibile volontà di popoli diversi di avere una propria nazione.
    La storia che ,per motivi molto diversi, nel corso dei secoli ha di fatto cancellato i confini delle terre di provenienza di questi due popoli.
    La  religione  che ancora  una volta viene usata come stumento di divisione ( questo sì che è bestemmiare per chi  ha fede indipendentemente dalla religione )
    L’incapacità di distiguere tra potere temporale e potere spirituale
    La presunzione di un popolo ( ebrei )  di cosiderarsi il popolo eletto
    La gravissima  responsabilità storica delle grandi potenze nella creazione dello stato  di Israele secondo condizioni  che inevitabilmente avrebbero portato a guerre
    Interessi  economici enormi da parte di tutte le parti in causa svenduti come difesa di ideali
    Forse anche la colpa di noi comuni  cittadini  di  essere caduti nella trappola  di schierarci senza comprendee fino in fondo la complessità del problema  offrendoci alla strumentalizzazione delle varie parti
    E poi guerre e guerre senza che nessuno al di fuori di quelle terre si adoperasse davvero per una soluzione, interessati solo a trarne un ritorno economico e politico
    Un mese fa ero in Israele  sarei penoso  se da una settimana da turista pur avendo girato tutto il territoro pensassi di avere un opinione  fondata
    Però ho incontato gente  interessante ho cercato di guardare  ,ascoltare  qualche sensazione l’ho avuta .
    Ebrei e palestinesi sono divisi  in tutto e anche al loro interno  vi sono enormi differenze, non credo che questa generazionee abbia la capacità da sola di esprimere una leadership  accettata che permetta di fare una pace stabile .
    E allora ?
    Allora  credo che solo le grandi potenze  della terra possano imporre ,non con la guerra ,ma con altri ben più efficaci sistemi di cui sono ben dotati  una  pace dando a ebrei e palestinesi confini certi
    Ebrei e palestinesi hanno uomini adatti ,ma bisogna dargli voce e copertura
    Sarà il tempo , le generazioni future  che forse si lasceranno alle spalle la follia di questa divisione
    Utopia ? No il contrario una guerra non risolverà il problema , ma la aggraverà , troppo è l’odio fra le parti per potere sperare in una  loro autonoma capacità di vivere in pace .
    Poi mi guardo attorno ,vedo la piccola Europa ( le singole nazioni non le prendo neppure in considerazine ) la Cina , la Russia  e tutti  gli altri e mi deprimo .
    Gli USA  ? certo Obama è l’unico affidabile ,ma  dobbiamo sempre chiamare in  causa  gli americani per risolvere i problemi salvo poi condannarli quando hanno fatto il lavoro sporco ?
    La TERRA ora  è un piccolo pianeta ,sarebbe opportuno  che se  ne rendesse conto  perchè la globalizzazione oltre  che a danni potrebbe fare qualcosa di positivo

    Lascia un Commento
  4. avatarAlessandra Pisa - 29 novembre 2012

    Tutti dovrebbero essere d’accordo contro questi cirmini di guerra. Vedere per credere :(

     https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=hHYOkCmEjFA

    Lascia un Commento
  5. avatarAndrea Cotti - 1 dicembre 2012

    Vi ricordate che avevo scritto circa Netanyahu ?

    ” Uno dei massimi artefici di questo perdurante e devastante scempio è Benjamin Netanyahu; primo ministro di Israele dal 1996 al 1999; leader del partito conservatore Likud e principale esponente dell’ala nazionalista, è stato Ministro delle Finanze fino al 2005 e dal 2009 ad oggi ancora Primo Ministro, senza consenso popolare ma grazie all’accordo concluso con il capo dell’estrema destra Avigdor Lieberman.

    Netanyahu ha accompagnato la conquista dei nuovi territori manipolando la costruzione di massicci insediamenti “in emergenza”, carichi di finanziamenti statali e privi di ogni controllo per business miliardari, che gli hanno portato una lunga serie di scandali e inchieste di corruzione presto insabbiate.

    Una pace ed il riconoscimento della Palestina farebbe cessare tutto questo e finirebbe in breve tempo il suo attuale ampio potere. “

     

    Ebbene, questa è di oggi:   :mrgreen:

    Israele: “3000 nuove case per i coloni”

    Lascia un Commento

Devi essere Registrato per poter laciare un commento!.