Diritti civili, tra cui il lavoro, e Ambiente

Ormai tante belle cose sono state dette ed elencate da tanti di noi per la stesura del nostro Manifesto a sostegno di questo CentroSinistra qualora si troverà a Governare il nostro bel Paese.

Faccio l’elenco, che non vuol assolutamente essere definitivo, ma solo riassuntivo e che dovrà, a fine settimana, trovare la sua elaborazione e pubblicazione su Persiceto caffè:

– ECONOMIA E RIFORMA FISCALE

– RIFORMA DEL LAVORO E PIANO INDUSTRIALE

– REDDITO MINIMO GARANTITO E RICONOSCIMENTO DI TUTTI I SINDACATI

– CONTRORIFORMA DELLA SCUOLA

– RIVISITAZIONE DELLA LEGGE FORNERO SULLE PENSIONI

– LEGGE ELETTORALE DA RIFARE

– ALLEGERIMENTO DELLA BUROCRAZIA

– LEGGE SUL CONFLITTO DI INTERESSI

– LEGGE SUL FALSO IN BILANCIO

– LOTTA ALL’EVASIONE

– LOTTA ALLA MAFIA E ALLA CRIMINALITA’

– DRASTICA RIDUZIONE DEI COSTI DELLA POLITICA E DEI PARLAMENTARI

– RIDUZIONE DEGLI ARMAMENTI E DELLA PARTECIPAZIONE ALLE GUERRE

– NUOVA LEGGE SULL’IMMIGRAZIONE

– CANCELLAZIONE DELLE NORME AD PERSONAM E FALSO IN BILANCIO

– RIDUZIONE DELL’IMU PER LA PRIMA CASA E AUMENTO DI QUELLA PER LE SECONDE E OLTRE

– RIFORMA DELLA GIUSTIZIA

– RIFORMA SANITARIA

– RIFORMA E VALORIZZAZIONE DELLA CULTURA E DEL PATRIMONIO CULTURALE

– DEPENALIZZAZIONE DELLE DROGHE LEGGERE

– ABOLIZIONE DELLE REGIONI A STATUTO SPECIALE

Insomma, “TUTTO DA RIFARE”, ma mi preme aggiungere all’elenco due cose, a mio avviso, importanti, anzi, importantissime ma che spesso passano in secondo ordine perchè siamo più presi dalle questioni economiche del paese.

– DIRITTI CIVILI, TRA CUI ANNOVEREREI, TRA GLI ALTRI, ANCHE IL DIRITTO AL LAVORO COME PRIMO DIRITTO INDISCUTIBILE E IMPROROGABILE AL FINE DI RIDARE DIGNITA‘ ALLE PERSONE.

– AMBIENTE, PERCHE’ SE CI DIMENTICHIAMO DEL RISPETTO DELL’AMBIENTE IN TUTTE LE SUE FORME, NON FAREMO ALTRO CHE LASCIARE AI NOSTRI FIGLI E NIPOTI, UN MONDO PEGGIORE DI QUELLO CHE ABBIAMO TROVATO NOI.

E queste non sono proprio belle cose…  😈

  1. Diritti civili e ambiente sono tutt’altro che argomenti di secondo ordine e hanno anche  una pesante valenza economica
    Il problema è per i diritti civili : siamo  o non siamo uno stato laico?
    Il problema per l’ambiente è vogliamo capire che ambiente sano significa  salute , benessere  turismo  e quindi ritorno economico ?

  2. Ciao GABRI.

    Diritti civili, e ambiente, sono i cardini, per una NAZIONE.

    Purtroppo, è il contrario, di qullo che ci stà succedendo attorno.

    Ma cosa grave, è che queste robe, nessun partito o LISTA CIVICA, le voglino mettere in pratica,

    nelle loro politiche. Il problema è sempre quello, di metterci la faccia.

    Ma questa POLITICA, fatta da MERCENARI, la faccia da C…….O, non la mettono.

    La risposta, è una sola, TUTTI A CASA, a fen pianta nova, chisà sa conta quel,vedremo.      

           

  3. Caro Leonildo, con un tutti a casa, mercenari e facce da C..o, non andiamo da nessuna parete, forse bisogna democraticamente lottare ancora per far sì che la politica e i politici cambino il loro modo di pensare e di agire.

    Caro Paolo, per i diritti civili basterebbe che i nostri politici applicassero alla lettera la Costituzione e saremmo a posto.

    Qualcuno sarà in grado di farlo? C’è un partito che su ciò mette l’accento più di altri.

    Nella 
    costituzione italiana i diritti civili fondamentali sono espressi negli articoli 13 a 21. Rientrano tra i diritti civili la libertà di manifestare le proprie idee, senza timore di incorrere in sanzioni o, peggio, di subire maltrattamenti.
    L’articolo 21, in particolare, tutela la libertà di pensiero e di opinione come uno dei diritti civili e politici del cittadino, stabilendo che tutti, senza discriminanti, “hanno diritto di manifestare liberamente il loro pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.”

    E sempre quel partito mette l’accento anche sulla questione dell’Ambiente e dell’Ecologia.

     Tra le esigenze più sentite dall’uomo contemporaneo c’è quella di vivere in un ambiente salubre ed esteticamente piacevole.

    Si tratta di soddisfare i bisogni di sopravvivenza e di conservazione, ma anche di placare il proprio desiderio spirituale di bellezza. 

    La rivoluzione industriale, se da un lato ha migliorato il tenore di vita di ampi strati sociali altrimenti esclusi dalla fruizione di tutta una serie di beni e servizi, ha dall’altro creato degli squilibri nell’ecosistema globale. E il liberismo sfrenato, da molti auspicato in economia come catalizzatore di sicuro progresso, minaccia di produrre danni ancora più terribili. 

    Le metropoli, troppo densamente abitate, sono già oggi invivibili; i centri urbani del mondo sviluppato sono soffocati da un traffico ingovernato e folle, dallo smog che impedisce di respirare, dalle esalazioni industriali che a volte minacciano da vicino i cittadini; le acque, spesso usate senza razionalità e rispetto cominciano già a scarseggiare, quando non sono avvelenate da ogni sorta di veleno prodotto dalle lavorazioni industriali e dai consumi domestici o inquinate da microrganismi patogeni, il cui sviluppo è dovuto ad uno sviluppo produttivo non armonioso. 

    L’utilizzo di fonti fossili di energia, petrolio e carbone soprattutto, produce come sottoprodotto l’immissione nell’atmosfera di biossido di carbonio (CO2), un gas che contribuisce ad aumentare l’effetto serra, quindi il riscaldamento terrestre, fonte, secondo molti studiosi, di cambiamenti climatici catastrofici.

    Il disastro ecologico determinato dal cambiamento radicale della produzione e dell’economia, ha determinato come reazione, un movimento di idee critico verso la civiltà industriale. Il filone principale di questa ideologia antindustriale è rappresentato dal marxismo e da tutte le sue ramificazioni ideologiche novecentesche. Il movimento ecologista, che oggi raccoglie in qualche modo l’eredità di questo pensiero critico radicale, ha rinunciato beneficamente a molti massimalismi e fondamentalismi ideologici (e ad altri sarebbe bene rinunciasse) e si è andato invero stemperando in un un movimento variegato, dalle molte anime, ma con un obiettivo comune: garantire all’uomo la vita nell’ecosfera, la più armoniosa e salubre possibile. 

    Qualsiasi intervento parziale, settoriale, locale sull’ambiente ha, secondo me, scarse probabilità di successo.
    Sempre più va profilandosi la necessità di intervenire sul modo di produrre, nell’impedire quelle lavorazioni che, come sottoprodotti generano veleni pericolosi per l’uomo, nel cercare delle fonti di energia il più pulite possibile. 

    Non si tratta di predicare un’austerità ideologica fine a se stessa; tutti, credo, vogliamo continuare a godere degli agi e delle comodità che il mondo contemporaneo ci offre copiosamente. Si tratta, però, di modulare meglio, in maniera più concertata e razionale, le attività economiche, di garantire quello “sviluppo sostenibile”, invocato dalle autorità mondiali più illuminate, che permetta di soddisfare non soltanto i nostri bisogni, ma anche quelli delle generazioni future. 

    Il ruolo di regolatore deve essere ripreso dallo Stato o da quegli organismi sovranazionali che ne hanno l’autorità. E’ necessario che le istituzioni riacquisiscano il loro ruolo, cui troppo frettolosamente avevano abdicato, di arbitri del mercato e della vita economica, con troppa euforia e superficialità lasciati nelle mani della pur necessaria iniziativa, intelligenza e lungimiranza dei singoli. 

    Lo Stato, o chi per lui, deve fissare delle regole da rispettare e stabilire con chiarezza cosa è lecito e cosa è illecito.
    La cosiddetta “mano invisibile”, benefica regolatrice di ogni cosa, è ormai un’utopia a cui credono in pochi.
    Sull’uomo contemporaneo urgono e incombono, come già detto, le gravi responsabilità nei confronti delle generazioni future.
    Superare il narcisismo egotista del massimo piacere e divertimento da realizzare nel presente immediato significa dirigere il nostro pensiero al benessere dei nostri figli e nipoti, consegnare loro, in una ipotetica e ideale staffetta, un pianeta vivibile. 

    Non solo; significa tutelare il patrimonio urbanistico, architettonico e artistico delle nostre città, così piene di storie e di cultura.
    Soddisfare il nostro senso estetico e permettere che le testimonianze più alte delle civiltà che ci hanno preceduto siano accessibili anche alle generazioni future. 

    Per ottenere questi importanti obiettivi, c’è bisogno si diffonda in maniera sempre più capillare, e massimamente in coloro che amministrano e governano, una sensibilità e una cultura che anziché alla quantità, siano orientate alla qualità.