Ruby: diceva solo cavolate

Karima El Mahroug in tribunale si è presentata vestita così, (guarda foto).

Da indiscrezioni, sembra che qualcuno l’abbia vestita così alla spicciolata per renderla presentabile poichè Karima vestirebbe abitualmente un cilicio sporco di olio esausto e piscio di cane e sandali di ortica e rovo, dedicando tutto il suo tempo in meditazione e preghiera sbattendo la testa contro il muro e  autoflagellandosi con gatti persiani a nove code nel nome del Signore.

Ha protestato contro i magistrati perché accusa e difesa e anche l’attacco e i centrocampisti hanno rinunciato alla sua testimonianza. Sembra che anche gli usceri,  i portieri e anche i guarda linee,  non la volessero ascoltare e che tutti i presenti allo stadio si tappassero le orecchie ogni volta che Ruby tentasse di aprire bocca.

Ha raccontato di aver passato la propria infanzia torturata atrocemente con le unghie strappate e ferri roventi dal padre, dai talebani e da Bin Laden perchè volevano che dicesse viva Allah, mentre invece lei optava per il buon Gesù.

Dal suo racconto sembra che un giorno Emilio Fede e Lele Mora gli siano apparsi come in un sogno spacciandosi per San Giuseppe e Arcangelo Gabriele, di essersi trovata come per incanto nella villa di Arcore convinta che fosse Fatima.
Infatti avrebbe visto tante suore invasate capitanate dalla Minetti danzare nel nome del signore.

Alla cena avrebbe raccontato un sacco di cavolate lasciando tutti i presenti a bocca aperta increduli ma che però ci credevano:  disse di avere 67 anni, di essere di origine turco-afro-tosco-tracamana-cubana e di avere la parte del corpo superiore ottomana, quella inferiore ostrogota, quella di sinistra burgunda e quella di destra salmastra. Di avere il padre sceicco di New York, la mamma regina delle due Siberie e lo zio imperatore di tutti i regni conosciuti. Il cugino batman e il cognato Tutankamon.
Il tutto pasteggiando ostie fra una cavolata e l’altra e ascoltando musica dalle trombe celestiali di falloppio suonate da Apicella.

Quella notte, i presenti le avrebbero fatto vedere (naturalmente a pagamento) con un telescopio megatronico, Il Pres. ing. prof. cav. sig. eccell. Illuss. Superlat. Imperator Silvio Berlusconi che si trovava collegato con loro in video-cannocchial-conferenza da un remoto pianeta nella galassia di “Olgettinus” ricevendo da lui attraverso 5 milioni di anni luce, la benedizione.

Per quanto riguarda la notte in questura, sembra che ci si sia trovata accidentalmente. infatti stava transitando in quella zona a capo di una processione di ciellini votati al sacrificio,  al digiuno perenne e alla castità, che stavano peregrinando sulle ginocchia in direzione di Gerusalemme, quando alcuni magistrati comunisti l’avrebbero portata a forza nei loro uffici accusandola di essere addirittura una prostituta marocchina minorenne sapendo che di lì a poco avrebbe telefonato Berlusconi tendendogli così una trappola bolscevica.

Karima ha poi dichiarato ai PM di Milano che I 5 milioni di euro che dovrebbe ricevere in cambio del suo silenzio e del fingersi “pazza” sarebbe una invenzione deigli stessi PM loro stessi medesimi per sovvertire lo Stato e fare un golpe bolscevico.
Infine dopo essere stata ascoltata da nessuno, ha abbandonato l’aula accompagnata anche dal suo legale, l’avvocato Paola Boccardi, pagato da Karima  con le elemosine raccolte in 67 anni all’angolo del monastero delle sorelle orsolino-cappuccino-benedettine, vestita col cilicio e auto flagellandosi come di cui sopra.

Anche chi ha scritto questo articolo non ha voluto ascoltare le dichiarazioni di Karima. Le ha apprese tramite telepatia.

  1. Il Pubblico Ministero ha chiesto a Ruby, sotto giuramento, se avesse mai trombato col puttaniere, e lei ha detto no.

    Poi le ha chiesto se avesse mai trombato con qualcuno a pagamento, e lei ha detto no. Non era zoccola di professione insomma.

    Peccato che oltre alle tante dichiarazioni e testimonianze delle sue “colleghe”  esistano pure registrazioni che confermano i suoi abituali meretrici, tentati pure con agenti di polizia; in questo caso è evidente il reato di falsa testimonianza.

     
    “Vengo con te a far l’amore”, ecco come Ruby tenta di corrompere l’agente in strada dopo essere stata fermata dalla polizia per furto.

     
    “Vengo a letto con te” così Ruby Rubacuori tentò di corrompere un poliziottooffrendosi di fare l’amore con l’agente che l’aveva in custodia per essere liberata la sera dell’arresto per furto. Rimane tutto inciso nelle intercettazioni al vaglio dei Pm coordinati da Ilda Boccassini.