De Magistris Sindaco di Napoli

Questa mi sembra davvero una cosa importante:
De Magistris in campo a Napoli per la poltrona di sindaco.

Luigi de Magistris, europarlamentare Idv, ha finalmente deciso e nonostante il parere negativo del PD [ :mrgreen: ] si candidera’ per l’elezione a sindaco di Napoli in una lista civica.

L’ex pm ha annunciato la sua scelta presentando per sabato 5 marzo la sua prima iniziativa pubblica a Napoli «senza la partecipazione dei partiti, ma con la presenza di personalità della società civile e della cittadinanza attiva».

De Magistris intende «rimettere in movimento il popolo napoletano» e dice:

«… io ci metto la faccia, la mia è una scelta di cuore. Purtroppo il centrosinistra, e il Pd in particolare, è uscito diviso dalle primarie, perciò faccio un appello a Bersani e alla parte migliore del Pd napoletano, affinchè non considerino la mia una candidatura di partito se qualcuno nel centrosinistra preferisce perdere per non cambiare e mantenere qualche posticino in qualche società partecipata o altro, ne prenderemo atto. Allora non si perda più tempo, c’è una città che aspettaNapoli è una città fondamentale, la terza città d’Italia, la capitale del Sud e attraverso l’esperienza delle liste civiche può diventare un laboratorio politico. Penso perciò a una candidatura forte, con una squadra credibile, con persone dalla schiena dritta e un programma partecipata, non calato dall’alto. Un segnale di rottura e di cambiamento, che superi anche una stagione difficile del centrosinistra. Una candidatura contro le cricche, la camorra e la destra».

Dovesse farcela, penso che potrebbe far partire un meccanismo capace di voltare finalmente pagina a Napoli, e poi in Campania, come successe 6 anni fa in Puglia con Vendola. Nel caso, ognuno di noi dovrebbe fare tutto il possibile per sostenerlo, perche’ avra’ parecchi nemici. Soprattutto a ‘sinistra’.

Voi come la vedete?

  1. D’accordo per De Magistris e tutti i cittadini puliti che hanno voglia di fare pulizia, è ora di iniziare dal basso per mettere ordine in questa Italia corrotta e mal governata a destra e a manca.
    E’ ora di mettere nelle Amministrazioni locali: Comuni, Provincie (che sarebbero da eliminare) e Regioni del sud del centro e del nord, delle persone oneste e non colluse con cricche e mafie salvaguardandoli con le scorte e che si attornino di altra gente onesta e vogliosa di sradicare il malaffare che è la piaga dell’ITALIA.
    Poi si guardi in alto, agli uomini di governo che dovrebbero agevolare tali cittadini in trincea.
    Bisogna che tutto comunque parta dai partiti i quali non devono scegliere e candidare amministratori in odore di mafie e devono estromettere chiunque sia in odore di cricca e di mafia.
    Solo così si potrà innescare un processo di pulizia amministrativa e di governo del paese.
    Il resto sono solo chiacchiere e io di chiacchiere ne ho già pieni i maroni.
    Bisogna, oggi più che mai, smettere di parlare ma agire, altrimenti l’Italia non uscirà mai da questa situazione torbida e schifosa.  😈

  2. il PD non è mai d’accordo con le candidature che riguardano persone non del PD. non riesco a capire cosa gli frulla nella testa di questi dirigenti. oddio a pensarci bene il problema è che dentro ci sono anime troppo diverse da loro, vedi ex Dc, ex PCI che vogliono diventare centristi, ex PCI che non rinnegano il passato e sono dell’idea che forse Vendola proprio torto non ha. io vorrei capirli di più, per riuscire a capire quello che fanno, e invece…..
    se vi riesce, buona giornata!

  3. Purtroppo alla nascita del PD è successo quello che nessuno di sinistra si augurava: invece di un nuovo partito che guardasse avanti si è formata una accozzaglia di “prime donne” residuati di altri partiti che fanno a gara a chi puzza di più.
    A mio avviso pochi si salvano, (es. la Bindi e Marino).
    Dopo la figuraccia camorresca che hanno fatto con le primarie a Napoli, sarebbe meglio che stessero zitti invece di  lanciare veti.

  4. In effetti cara Susy sembra difficile comprendere cosa frulli nella testa del Pd.

    Ma temo sia ancor peggio del  non essere d’accordo con persone non del PD; quando queste persone hanno dimostrato di essere disponibili a trattare con Berlusconi, non hanno mai esitato un attimo, come con la Bonino nel Lazio (che con Berlusconi ci è stata pure al governo), senza dimenticare le recenti proposte di Casini e Fini o Tremonti a capo del “Centrosinistra” che hanno visto contraria solo la base.

    E’ con chi si presenta chiaramente fuori dal berlusconismo cha appaiono irremovibili.  :roll:

  5. Intervento un po’ complesso, quello di Andrez, ho dovuto rileggerlo. Poi ho capito che forse, per interpretare il PD, ci vogliono anacoluti , parentetiche , apocopi e ossimori: è un labirinto!

  6. un partito perfetto  per un popolo qualunquista che se ne frega della politica e si preoccupa solo che la domenica, vinca la squadra del cuore….

  7. anacoluti , parentetiche , apocopi e ossimori…

    Lol  😀

    Era in effetti una risposta a Susy; in quest’ottica e leggendo il corsivo [ non essere d’accordo con persone non del PD ] come un [quote] dell’intervento di Susy, diventa un pò più facile comprenderlo.  :mrgreen:

  8. Il Partito Democratico ha un bel nome. Quello statunitense (non per essere esterofilo) evoca uomini che hanno espresso parole importanti che hanno fatto sognare la società civile. Basti pensare ai Kennedy, a Robert quando diceva “ .. il Pil tiene conto di molto, ma non di ciò che rende la veramente la vita degna di essere vissuta”, oppure a John quando diceva “Dobbiamo usare il tempo come uno strumento non come una poltrona”.
    Ma se volgiamo lo sguardo ai tempi attuali, anche Barack Obama ha detto: “America, questo è il nostro momento. Questo è il nostro tempo. Il tempo di voltare pagina rispetto alle politica del passato. Il tempo di apportare una nuova energia e nuove idee alle sfide che abbiamo di fronte. Il tempo di offrire una direzione nuova al Paese che amiamo”. Tutte parole che hanno avuto un effetto dirompente non solo nell’opinione pubblica domestica ma anche nella comunità internazionale.

    Ora senza nulla togliere, ma quali sono stati gli uomini politici italiani del PD che hanno così tanto influenzato la nostra opinione pubblica, tanto da farci venire un tuffo al cuore e farci sperare veramente in un mondo migliore come quando eravamo ragazzi?

    Veltroni? Col suo “si può fare” che a Roma hanno subito riadattato a “daje che se po’ fa!” ha francamente deluso e continua a deludere con questo suo costante modo di proporsi e eclissarsi contemporaneamente come se fosse il messaggero di un verbo di chi dice tutto e tutto il suo contrario.

    Prodi? Uomo completamente privo di una personalità “politica” propria, grande professore di cui purtroppo si ricorderà l’essere stato un boiardo di Stato e il suo soprannome “mortadella”.

    D’Alema? Di lui si ricorderà poco o niente perché poco o niente ha detto o fatto, ma deve la sua fortuna soprattutto a ciò che di lui ha detto Moretti: ”D’Alema reagisci, rispondi, dì qualcosa! Reagisci!… E dai!… Dai, rispondi! D’Alema dì qualcosa, reagisci…dai!… Di qualcosa, D’Alema rispondi. Non ti far mettere in mezzo sulla giustizia proprio da Berlusconi! D’Alema, dì una cosa di sinistra, dì una cosa anche non di sinistra, di civiltà, D’Alema dì una cosa, dì qualcosa, reagisci…”. Lui ha detto: “Io sono un uomo di sinistra ragionevole che cerca d’impegnarsi per il bene del Paese”.

    Bersani? “andranno sperimentati larghi schieramenti di centro sinistra contro la destra”. Soprattutto con la Lega caro il mio Bersani, unica persona in Italia a non considerare la Lega Nord un partito razzista. Non dico altro.

    Tornando a De Magistris che ricordo è stato un elettore del PCI e un ammiratore di Berlinguer e della sua “questione morale”, qualcuno si dovrebbe domandare come mai un uomo come lui non trova la “benevolenza” del PD. Ed io non mi riferisco soltanto alla sua candidatura a Sindaco di Napoli; forse i “papaveri” del PD hanno capito che sono lui e Vendola, aspettando anche la Serracchiani, i veri “rottamatori” di questo vetusto modo di fare politica.?

    E’ con chi si presenta chiaramente fuori dal berlusconismo cha appaiono irremovibili

     
    Come hai ragione Andreas!

  9. Il PD è tafazziano, ormai. Mi spiace, ma anche sentir parlare gli aderenti convinti, è un po’ deprimente. E’ una solfa facilmente attaccabile, non punge, e con B come avversario, bisogna agire e colpire.

  10. Intanto al Comune di Napoli la situazione precipita; 31 consiglieri su 60 si sono dimessi.

    Tra loro sette ex esponenti del Partito democratico che nelle ultime settimane sono passati via via all’opposizione aderendo all’Udc, al Pdl o ad altri gruppi minori.

    Ieri sera di fatto si è decretato lo scioglimento anticipato del Consiglio, rispetto alla sua scadenza naturale della prossima primavera.

    Ieri mattina l’opposizione di centrodestra aveva depositato una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco Rosa Russo Iervolino e nel pomeriggio le dimissioni in blocco dei consiglieri  non solo di minoranza ma anche di altri consiglieri fuorisciti negli ultimi mesi dai partiti che sostenevano la giunta Jervolino.
    Probabile dunque lo scioglimento del Consiglio e la nomina di un Prefetto che sostituisca il Sindaco Jervolino fino alle nuove elezioni. In questo modo non sarà la Giunta Jervolino a gestire le prossime elezioni ma un Commissario, assicurando una informazione agli elettori non di parte sullo stato del bilancio comunale ed evitando le mortificanti ‘assunzioni elettorali’ di fine mandato da parte della Giunta uscente.

    Il Capogruppo PDL ha infatti dichiarato: “In questo modo un commissario di governo certificherà i ‘buchi’ di bilancio di questa amministrazione”.

    Ora a De Magistris tocca muoversi in fretta.  :)

  11. Veramente quando sento parlare di prefetti, mi vengono i brividi e non mi pare un passo avanti. Comuqnue, la caduta come birilli degli esponenti delle vecchia nomenklatura PD (tre anni ed è già vecchia), dimostra che quella politica era impostata su logiche poco chiare, che con idee di sx poco hanno a che fare. Ci vogliono nomi nuovi, anche altrove, per esempio a Genova, dove vedo il csx infelicemente posizionato, soprattutto dopo le ultime decisioni amministrative, in proprio o connesse ai servizi. Un biglietto del bus 1,50; i parcheggi tutti requisiti; le strade dissestate (hanno rifatto qualche marciapiede, riempiendolo di bugnette di plastica fastidiosissime). Ci si chiede: ma questi vertici PD cosa hanno in testa? Si ha l’impressione che se ne freghino del futuro, preoccupati solo di acquisire benefici per una carriera privata appena fuori dalla politica e qualche posticino per i loro familiari in CDA di banche, università e quant’altro.
    Il PD, mi spiace ( e lo ripeto sempre), è finito prima di cominciare.

  12. E spunta la candidatura del prefetto Morcone per il PD a Napoli. Io credo che il PD debba aprire una scuola di kamikaze.

  13. Ragazzi, Craxi docet..Fu lui il primo a dire in parlamento “chi non ha peccato scagli la prima pietra” da allora è nata la seconda Repubblica, dove il malaffare dei politici è diventato normalità

  14. Contrordine ragazzi: non sanno nemmeno dimettersi.

    Nota ufficiale della Prefettura, vizi di forma nella presentazione dei 31 dimissionari. Dunque commissariamento sospeso.

    Il consiglio comunale di Napoli non è stato sciolto. Lo si apprende da una nota della prefettura del capoluogo campano in cui si spiega che le dimissioni presentate dai consiglieri al notaio Bellecca vengono inficiate dalla violazione dell’articolo 38 comma C del decreto legislativo 167/2000. Nella sostanza, la lettera di dimissioni di Fabio Benincasa non è stata presentata contestualmente alle altre e comunque senza delega conferita al notaio. La prefettura di Napoli rileva inoltre che sempre le dimissioni del consigliere Benincasa non sono state indirizzate, come prevede la norma, al consiglio comunale. L’ufficio territoriale di governo, riscontra altre violazioni alla prescrizione normativa.

    Evidentemente la situazione è molto più che ridicola: questi non sanno nemmeno dimettersiE questi si candidano pure a governare Napoli.  Passare nello stesso giorno da voltagabbana ad incapaci deve essere davvero dura.

  15. Non è voluto, vero, l’errore? Perdere qualche mese di lauto stipendio, non ce li vedo.

  16. Eheh.  :mrgreen:

    Della serie a pensar male ci si prende quasi sempre, che ci stan già ripensando:

    Il vizio di forma è nella lettera dell’esponente dell’Udc Fabio Benincasa, fino a un anno fa capogruppo del Pd. La prefettura di Napoli inoltre sottolinea che Benincasa non ha indirizzato le dimissioni al consiglio comunale, come prevede la norma. E ci sarebbero altre violazioni alle prescrizioni legislative. A questo punto tutto torna in ballo. Anche perché l’Udc starebbe maturando un ripensamento sulle dimissioni dei suoi tre consiglieri.

  17. Salve a tutti.
     
    Leggo le vostre “cronache partenopee” con vivo interesse e come sempre nel mio cuore i sentimenti si mescolano e si incrociano amplificati dal fatto di essere io stesso cittadino napoletano (anche se al momento, causa motivi di studio, mi sono trasferito al pari di tanti miei coetanei nel profondo nord; la città in cui risiedo, Trieste, è sempre dotata di porto e di mare, ma molte cose sono cambiate e in tutta onestà per mille motivi il Vesuvio non mi manca affatto).
     
    I miei due centesimi sulla vicenda: l’avvento di De Magistris potrebbe forse significare una svolta – il condizionale, a mio parere, è d’obbligo dopo la deludentissima stagione bassoliniana dalle pur ottime premesse e intenzioni, ma dai risultati disastrosi – tuttavia credo che questa novità vada inquadrata in un discorso leggermente più ampio che coinvolge soprattutto due aspetti.
     
    Il primo riguarda la politica in senso generale: pur salutando con moderato calore la candidatura di questo ex-magistrato, anti-berlusconiano dichiarato, che può vantare una folgorante carriera nel partito di Di Pietro (dal quale se non erro ha anche preso le distanze, quando il partito stesso cominciava a somigliare un po’ troppo a un acritico “culto del leader”), non posso non domandarmi per l’ennesima volta: possibile che la società civile e la politica con radici ancora sane non riescano a produrre una figura “terza” da mandare contro la destra?
     
    Possibile che ad oggi ancora non salti fuori un moderato di sinistra, incensurato, laico, senza un passato in uno dei tre poteri dello Stato (non un giudice, non un politico, non un amministratore locale), espressione di quella gioventù attiva e feconda con idee di solidarietà e di giustizia sociale e con un progetto chiaro sul lavoro che latita e sul Paese che va a rotoli?
     
    Perché insomma dobbiamo accogliere come fosse un messia salvatore, soprattutto a sinistra (area più ideale che reale, ormai, ma in cui ancora ostinatamente mi colloco) un ulteriore “uomo d’ordine” proveniente da un partito modellato su un’unica figura – Di Pietro, che uno di sinistra non mi è mai sembrato – la cui struttura, oltre alla giusta e meritoria missione di far sottoporre il signor B. ai processi come tutti gli altri cittadini, non ha ancora saputo esprimere una genuina linea politica – almeno a livello nazionale, da quel che posso vedere?
     
    E con ciò veniamo al secondo aspetto: Napoli, la mia città, è un organismo molto complesso e a suo modo micidialmente logorante; storicamente ha già dimostrato di saper piegare e consumare, con le sue arti sottili e i suoi scatti di violenza, uomini assai più tetragoni e temprati rispetto alla parodia di politicanti attualmente a nostra disposizione, e generazioni forse perfino più motivate di questa che si appresta a calcare la scena.
     
    Se veramente De Magistris e tutti coloro che riuscirà a raccogliere intorno a sé (all’uomo va la mia massima, non incondizionata, apertura di credito) riusciranno a cambiare Napoli non sarà perché ci avranno “messo la faccia”, della quale temo la mia città non sappia proprio che farne (a parte una nuova folcloristica statuina da presepe), ma accadrà perché quelle persone avranno elaborato una strategia calibrata al millimetro di lunghissimo termine volta all’eradicazione della criminalità, alla rinascita industriale, alla modificazione culturale del tessuto sociale e alla completa trasformazione di un microcosmo.
     
    L’impresa potrebbe anche riuscirgli, se sarà sufficientemente bravo e fortunato, ma non sarei affatto sorpreso da un fallimento, soprattutto in questo momento storico e in questo contesto melmoso in cui come nazione continuiamo a sprofondare e dal quale la sinistra, ormai agonizzante, non riesce a venir fuori con uno straccio di classe dirigente degna di questo nome.
     
    Perdonate il pessimismo, ma la vicenda esige sincerità e obiettività oltre a una scorta di feconde speranze; senza le prime, le seconde sono destinate a trasformarsi in illusioni e a cadere presto o tardi in mille pezzi.

  18. Analisi molto bella Leonov, profonda, schietta ed amara. E condivisibile in ogni punto.

    Aggiungerei che l’impresa potrebbe anche riuscirgli, se sarà sufficientemente bravo e fortunato, …e supportato dai cittadini, sia di Napoli che di Bologna e Milano, sia da Trento che dal resto d’Italia.

    Penso che ce la mettera’ tutta De Magistris, e dovremo tutti fare lo stesso, che Napoli potrebbe divenire l’esempio, la bandiera di una svolta da troppo tempo attesa.

  19. Anch’io concordo nel condividere il pensiero di Leonov, e mi ha colpito molto, il suo chiedersi la ragione rispetto alla quale, la società civile non riesca ad esprimere una personalità non nota  in grado di emergere.
    La mia idea è che sino a quando perdurerà il modello di pensiero in cui il mito dell’eroe, del leader, dell’immagine costruita a tavolino per impressionare le masse e favorire il loro consenso, ci siano ben pochi spazi per presentare una persona senza pedigree. È la conseguenza dell’individualismo più sfrenato di cui il berlusconismo ne è la massima espressione.
    La fregatura purtroppo è che in questa trappola anche la sinistra ci è caduta inesorabilmente, pertanto non ci resta che sperare che “adesso” De Magistris abbia il consenso,  e che successivamente,  apra la strada ad un approccio diverso che convinca tanti validi giovani ad avvicinarsi a fare politica.

  20. Grazie a Leonov e Massimo posso meglio mettere a fuoco un concetto che io e Lucia disquisivamo una settimana fa in FB.

    Lucia lamentava il leaderismo di Vendola e diceva che lei era per i Comitati, non per i leader, che la democrazia è partecipazione.  E ovviamente non ho potuto darle torto.

    Poi questa bella riflessione di Leonov:  “Possibile che ad oggi ancora non salti fuori un moderato di sinistra, incensurato, laico, senza un passato in uno dei tre poteri dello Stato (non un giudice, non un politico, non un amministratore locale), espressione di quella gioventù attiva e feconda con idee di solidarietà e di giustizia sociale e con un progetto chiaro sul lavoro che latita e sul Paese che va a rotoli?”  e la conseguente riflessione di Massimo:  “...sino a quando perdurerà il modello di pensiero in cui il mito dell’eroe, del leader, dell’immagine costruita a tavolino per impressionare le masse e favorire il loro consenso, ci siano ben pochi spazi per presentare una persona senza pedigree. È la conseguenza dell’individualismo più sfrenato di cui il berlusconismo ne è la massima espressione.

    In effetti come diciamo da tempo, il berlusconismo da vent’anni va nella direzione di togliere cultura e conoscenza agli spettatori-elettori, ed al momento la capacità di comprendere della parte più debole della popolazione appare compromessa; essi seguono e seguiranno il leader che la spara più grossa e la intorta meglio.

    Qualcuno dice a matto, matto e mezzo.

    Temo che finchè non avremo le condizioni per cambiare questa scuola, e quindi i media e l’informazione e conseguentemente la conoscenza e la capacità di comprendere della parte più debole della popolazione di votanti-spettatori… o troveremo il nostro leader pure noi, un Vendola con una buona e sana dose di populismo, oppure non ci sarà proprio nulla da fare.

    E lo stesso vale per De Magistris.

    E’ forse un Giudice che dovrebbe fare il Sindaco? In una città normale certo che no, ma dove la camorra ha ormai inquinato anche i chierichetti, forse è proprio la scelta giusta.  :)

     

  21. Confermo quello che ti ho detto in quello scambio di battute, Andrea. Se non ricominciamo a rimettere le cose al loro posto non andremo da nessuna parte. La politica deve tornare ad essere progetto, non trascinamento di folle. E basta con la politica commissariata da imprenditori, magistrati, ecc. ecc.

  22. A Napoli Sel non appoggerà il candidato De Magistris.

    «Vendola mi è parso sinceramente interessato a mantenere in piedi un rapporto privilegiato con il Pd. Nelle prossime ore vedremo di ripristinare il tavolo del centrosinistra per riprendere il percorso unitario che dovrà portarci all’individuazione del candidato del centrosinistra a sindaco di Napoli».

    Andrea Orlando, commissario del Pd partenopeo, spazza via tutte le voci di un possibile cedimento di SeL sull’opzione De Magistris. Un faccia a faccia di un’ora con il governatore pugliese al ristorante della Camera.

    E’ una scelta grave secondo me, e spero che Vendola sappia trovare motivazioni plausibili e convincenti.

  23. L’intervista a Vendola.

    Presidente Vendola,  incontro a Montecitorio fra lei e il commissario Orlando. Naturalmente, avete parlato delle prossime amministrative a Napoli. Qual è la sua posizione?

    «Noi abbiamo posto con grande serietà l’esigenza che Pd si faccia carico di una soluzione unitaria che è l’unica condizione per vincere. Andare al voto a Napoli con due coalizioni di centrosinistra -una come sembra guidata da Mario Morcone del Pd e l’altra da Luigi De Magistris dell’Idv -non è la strada giusta per vincere» .

    Qual è, allora, la strada per vincere?

    «Le due condizioni per vincere sono: rinnovamento e unità. E a Napoli ci sono tutte le condizioni per vincere. Ci troviamo di fronte ad un centrodestra che si è presentato spaccato in due blocchi di potere contrapposti: il potere edilizio dell’ancien régime e quello dei nuovi emergenti. Senza contare le prove di governo già offerte alla Provincia e alla Regione» .

    Non sembra, però, che in fatto di unità il centrosinistra se la passi meglio.

    «Napoli è la grande capitale d’Italia del Sud che il centrosinistra non può perdere, sarebbe inimmaginabile. Per questo è necessario che il Pd si faccia carico di una soluzione unitaria» .

    Insomma, lei ributta il cerino nel campo dei democratici. Tocca a loro risolvere il problema in quanto responsabili, per larga parte, di queste divisioni?

    «No, no, non è questo. Noi dobbiamo starci tutti dentro la coalizione del cambiamento» .

    E come si fa con due proposte politiche in campo? Come pensa si possa uscirne?

    «Direi -come si dice? -con la mossa del cavallo. Trovando una soluzione che nessuno si aspetta. E’ tutto»

  24. E’ forse un Giudice che dovrebbe fare il Sindaco? In una città normale certo che no, ma dove la camorra ha ormai inquinato anche i chierichetti, forse è proprio la scelta giusta.
     

     
    Forse non è un’idea così peregrina, in fondo. Quanta amarezza, però.  :-(
     
    Quanto alla reazione di ciò che resta della Sinistra (compreso Vendola, in cui rivedo troppe volte certi tratti di protagonismo che non mi piacciono a Destra e che detesto profondamente nel nostro schieramento), mi addolora ma non mi sorprende: la Campania è da sempre una scacchiera in cui si gioca una partita spietata – da noi e in generale al Sud intorno alle istituzioni pubbliche gira il grosso dei soldi – il cui obiettivo, neanche a dirlo, è il potere e non certo il bene dei cittadini.
     
    Seguirò la campagna elettorale con attenzione e proverò a capire se De Magistris – o meglio: il suo programma e la sua squadra – mi convince: in tal caso l’uomo avrà senz’altro il mio voto.
     
    In caso contrario, poco male: comincio a stancarmi di questa situazione e del modo assurdo che ha il Paese di gestire sé stesso; a un certo punto anche la pazienza, l’amor patrio e la sopportazione giungono al loro limite. Per di più la via della ricerca apre a chi la intraprende prospettive e porte molto ampie e fa vedere che “là fuori” c’è un mondo con nicchie assai più sane e coerenti in cui prosperare e in cui poter dare un aiuto concreto.
     
    Spiace dirlo, ma purtroppo è l’amara verità. E quando il tuo ambiente ti espelle come fossi una tossina perché collettivamente ha scelto una via diversa, non hai che da cercare casa altrove e da fare di tutto per far bene lì dove sarai accolto, rispettato e stimato per i valori che vivi e per i gesti concreti di impegno che compi.

  25. Vendola pare abbia sospeso la scelta tra De Magistris ed il PD e che deciderà nei prossimi giorni.

    Vedremo.

    Nel frattempo, caro Leonov … stiamo sparlando di te qui.   :mrgreen:

  26. Andrez5 marzo 2011

    Analisi molto bella Leonov, profonda, schietta ed amara. E condivisibile in ogni punto.

    Aggiungerei che l’impresa potrebbe anche riuscirgli, se sarà sufficientemente bravo e fortunato, …e supportato dai cittadini, sia di Napoli che di Bologna e Milano, sia da Trento che dal resto d’Italia.

    Penso che ce la mettera’ tutta De Magistris, e dovremo tutti fare lo stesso, che Napoli potrebbe divenire l’esempio, la bandiera di una svolta da troppo tempo attesa.

     

    Sappiamo com’è andata ora, sappiamo che nonostante la promessa Mastella non si è suicidato. E sappiamo che nelle mani di De Magistris c’è l’ipotesi di un nuovo modo nazionale di fare politica.

    Vendola ha sbagliato. Anche se alla fine si sfilò leggermente.  E ci è piaciuta la sua autocritica, … anche se un pò tardiva.  :mrgreen:

    Ora tutto è nella capacità di De Magistris e dei suoi uomini di risolvere il mostruoso problema monnezza. E ricordiamo che sono soli contro tutti.

    Se  non ce la fa è finita, ma se ci riesce (e con lui tutta Napoli) si aprono nuovi ed inediti orizzonti per il futuro politico del nostro Paese.