Facebook cancella il Popolo Viola

popolo=viola Quasi 400mila iscritti spariti nel nulla.

La pagina Facebook del Popolo Viola, la stessa dove era nato il No Berlusconi Day, quella dove erano state coordinate le proteste contro il legittimo impedimento e le iniziative a cui i viola avevano dato il loro sostegno in questi mesi (da Rai per una notte, alle giornate contro il bavaglio), è stata chiusa d’imperio da Facebook.

D’altra parte lo sosteniamo da tempo:

Facebook è una formidabile vetrina, una affollata piazza dove è sempre possibile formare capannelli, tanto intensi quanto brevi, per discutere e confrontarsi.

E’ da Facebook che sono partite con il passaparola importanti iniziative come i NoBday, ed è in Facebook che ogni giorno seguo con attenzione le note sempre interessanti e gradevoli di tanti cari amici ed amiche, … ma quanto detto là dura il tempo di un attimo.

E tutte le nostre preziose osservazioni che affidiamo a FB sono sempre nelle mani di una multinazionale che, bontà sua, ne deciderà il destino a suo piacere e gradimento.

Credo che FB sia un formidabile strumento … se usato per allargare all’esterno le attività e le riflessioni di un Blog.

Dal social network, che in Italia ha solo degli uffici commerciali, fanno sapere che sono in corso approfondimenti con la sede centrale di Facebook a Palo Alto, in California. Sulla cancellazione della pagina del Popolo Viola dovrebbero arrivare chiarimenti in giornata. Già più volte negli scorsi mesi account privati di semplici cittadini e giornalisti erano stati chiusi. Questa è però la prima volta di una pagina tanto partecipata e visibile: anche gli account di alcuni amministratori del “Popolo Viola” (e punti di riferimento del movimento) sono state chiusi.

“ E’ un atto di censura gravissimo che qualifica Facebook come strumento dei regimi. Chiediamo la riapertura immediata degli account e di una pagina che era ormai il punto di riferimento di centinaia di migliaia di cittadini e il centro propulsore di tante mobilitazioni a difesa della Costituzione e contro il regime, chiediamo alle forze politiche e democratiche del Paese di intervenire per ripristinare la legalità costituzionale”. Sul blog viola è già partita riguardo una petizione.

  1. Wikileaks rivela: Berlusconi era preoccupato dal Popolo viola.

    E’ lo stesso movimento a denunciare il fatto: dai cablogrammi di Wikileaks rivelati dal Guardian, emerge che nel dicembre 2009 Berlusconi confessava all’ambasciatore Usa le proprie preoccupazioni per la manifestazione del No B-Day, tenutasi lo scorso 5 dicembre e promossa dal Popolo Viola per chiedere le dimissioni del premier.

    Il movimento prosegue sostenendo che i dispacci riportano le intenzioni del Presidente del Consiglio di attuare nuove forme di restrizione alla libertà d’espressione in rete. I “viola” in particolare vengono considerati alla stregua di estremisti da controllare.

    Sul sito Articolo21, Beppe Giulietti ha scritto: “Presenteremo un’interrogazione parlamentare alla Camera per chiedere conto di questa ennesima grave, inquietante richiesta di bavaglio alla liberta’ di espressione perpetrata dal presidente editore”.

    Repubblica:
    Popolo Viola denuncia: “Facebook ci ha sbattuto fuori”
    “Questa mattina Facebook ha chiuso arbitrariamente la pagina del Popolo Viola ritirando gli account ai suoi amministratori e impedendo di postare qualsiasi cosa nella pagina, che aveva più di 350.000 fan”. E’ la denuncia che si legge sul sito web del ‘popolo viola’ in cui si sottolinea che “questo capita proprio quando il Popolo Viola stava organizzando le mobilitazioni di domani, 14 dicembre, in occasione del voto di fiducia a Berlusconi”.
  2. Facebook ha riaperto la pagina del Popolo Viola e riattivato gli account degli amministratori!

    Ora si attende di conoscere le motivazioni su quanto accaduto.